{"id":8972,"date":"2024-02-16T16:59:57","date_gmt":"2024-02-16T15:59:57","guid":{"rendered":"https:\/\/zavodsvojc.si\/?post_type=kritika&#038;p=8972"},"modified":"2024-02-16T16:59:57","modified_gmt":"2024-02-16T15:59:57","slug":"vasja-nagy-hofbauer","status":"publish","type":"kritika","link":"https:\/\/zavodsvojc.si\/it\/critica\/vasja-nagy-hofbauer\/","title":{"rendered":"Vasja Nagy-Hofbauer"},"content":{"rendered":"<p>Molto \u00e8 gi\u00e0 stato detto e scritto a proposito delle sculture di Svojc, a seconda dei vari periodi, a seconda dei gruppi formali e contenutistici e anche in generale, in una specie di visione lontana che osserva dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno. Pare che non ci sia pi\u00f9 nulla di essenziale da dire, che si possono esprimere solo pensieri che traggono origine dall&#8217;esperienza emotiva. La mia conoscenza personale dell&#8217;artista e il mio rapporto amichevole con Vojc persona, la lontananza, la sua assenza e l&#8217;oblio dell&#8217;ultimo incontro, sono elementi che in gran parte determinano questa mia opinione. Non \u00e8 facile rimanere freddi e concentrarsi solo sulle statue. Tuttavia, le opere di Svojc, con la loro diversit\u00e0, offrono ad ogni incontro nuovi stimoli e nuove esperienze. Collocare le sculture di Svojc in un contesto storico-artistico non \u00e8 n\u00e9 facile n\u00e9 univoco. A prima vista, sembra che per forma e contenuto si tratti di tipiche opere moderniste che dimostrano soprattutto la sua conoscenza della tradizione artistica del XX secolo e il suo stretto attaccamento ad essa. Tuttavia, questa prima impressione non ci deve indurre a credere che le sue sculture siano un anacronismo del XXI secolo. Sarebbe troppo semplice e, mi permetto di usare una metafora geometrica, bidimensionale.<\/p>\n<p>Essere eredi dell&#8217;arte di un certo tempo, infatti, \u00e8 esattamente quanto riecheggia nell&#8217;affermazione di Bernardo di Chartres, ovvero che poggiamo sulle spalle dei giganti del passato e per questo siamo capaci di vedere pi\u00f9 in l\u00e0. Inoltre, dobbiamo renderci conto che siamo tutti figli del nostro tempo e se una persona \u00e8 sincera, lo si pu\u00f2 vedere e sentire nel suo lavoro, nei suoi pensieri, nella sua vita. Per quanto riguarda le sculture di Svojc, probabilmente non c&#8217;\u00e8 bisogno di sottolinearlo ma voglio comunque dichiararlo e riconfermarlo con le testimonianze di Gail Morris sul modus operandi di Svojc nel cantiere di Kornaria. L\u00ec \u00e8 stato, ha lavorato in autonomia e solitudine, con franchezza e senza rimpianti. In maniera quasi peccaminosa ed eretica, considerando lo spirito dell&#8217;arte del XXI secolo, che riconsidera e rimugina i problemi. Sarebbe troppo ingenuo pensare che Svojc non abbia compreso l&#8217;esperienza postmodernista. Questa era parte di lui, come poteva sfuggirle? Il suo filo conduttore si dipana da Elsa von Freytag-Loringhoven e Marcel Duchamp per tutto il XX secolo e prende davvero vita negli anni &#8217;80 e &#8217;90. Questa \u00e8 un&#8217;esperienza che Svojc ha interiorizzato, da cui ha attinto e che gli \u00e8 stata interessante e utile. Puramente in questo spirito, ha attinto e utilizzato anche da altre fonti, basti pensare al non finito di Michelangelo se osserviamo le superfici grezze di alcune pietre. In fondo, tuttavia, la sua arte non \u00e8 n\u00e9 modernista n\u00e9 postmodernista, sebbene presenti le caratteristiche di entrambi. Di arcaicit\u00e0 e archetipi ha gi\u00e0 scritto Andrej Medved, il quale inoltre afferma che le sue sculture non danno risposte. Aggiungo, che non danno risposte pratiche, pragmatiche a domande concrete perch\u00e9 le sculture sono risposte in s\u00e9. Sono affermazioni, assiomi e soluzioni, porte aperte al mondo della spiritualit\u00e0, allo stesso tempo oggetti e totem viventi.<\/p>\n<p>L&#8217;arte modernista \u00e8 l&#8217;arte dei problemi, che allo stesso tempo fornisce soluzioni, mentre l&#8217;arte postmoderna non offre alcuna soluzione e gi\u00e0 nei primi due decenni del XXI secolo ha portato la problematizzazione all&#8217;estremo. Cos\u00ec, sia gli artisti che i critici, raccontano di volta in volta come l&#8217;arte mette in discussione, indaga, sperimenta, prova. Per Svojc le cose sono chiare: il cielo \u00e8 sopra, il mare \u00e8 sotto e nel mezzo soffia la bora. Senza eccezioni. Ma ci\u00f2 non vuol dire che le sue opere siano chiare e complete. La sua arte \u00e8 aperta. Saldamente ancorata alla contemporaneit\u00e0: quella del momento della creazione e dell&#8217;esecuzione, e quella del tempo presente quando qualcuno la osserva. Evita etichette come arte modernista, postmodernista, contemporanea. Vi ricordate del Pigmalione che voleva creare la statua perfetta e se ne innamor\u00f2? Questo sarebbe un modo di creare la realt\u00e0 per i bisogni del corpo e delle emozioni e dello spirito ad esso collegati. Neanche questo \u00e8 presente in queste sculture. La loro libert\u00e0 \u00e8 accecante, abbagliante, fluttuano nell&#8217;atemporalit\u00e0 come simboli eterni di pensieri archetipici e percezione universale della realt\u00e0. Le sculture di Svojc sono vincolate alla forma in funzione di metafora e ancora di pi\u00f9 al simbolo e al segno. Estremizzando, si tratta di personaggi puri che sono la realt\u00e0 in s\u00e9, ma portano un significato, un messaggio e allo stesso tempo, con la loro fisicit\u00e0, sono presenti senza compromessi. Ma questa fisicit\u00e0 non \u00e8 un amore banale per la presenza di una forma amata, come illustra la storia di Pigmalione. Nella maggior parte dei casi si tratta di incompletezza, impermanenza del corpo, della forma. Guardate soltanto quante delle statue di Svojec sporgono dalle loro pietre, come per svincolarsi dall&#8217;informit\u00e0. Proprio come gli schiavi di Michelangelo nella tomba incompiuta del Papa. Il non finito di Svojc si esprime con decisione e come intenzione. L&#8217;artista depone lo scalpello perch\u00e9 l&#8217;indeterminatezza \u00e8 una dimensione essenziale dell&#8217;opera d&#8217;arte. E questa dimensione \u00e8 l&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Alla fine del XX secolo e soprattutto nel XXI secolo, la nostra societ\u00e0 ha trascurato, forse addirittura scartato ed eliminato, l&#8217;infinito dalle sue idee. Anche nell&#8217;ambiente scientifico, l&#8217;infinito \u00e8 diventato solo un simbolo sotto forma di un otto orizzontale per aiutare la soluzione di equazioni complesse. Con l\u2019illustrazione del muro, il limite dell&#8217;universo visibile, cio\u00e8 di quello che in circostanze ideali sarebbe la massima distanza che un essere umano mai potr\u00e0 raggiungere, il limite finito dell&#8217;universo visibile; ma anche l&#8217;universo ha perso la sua infinit\u00e0 e imperscrutabilit\u00e0. Questa \u00e8 la povert\u00e0 spirituale che pervade il postmodernismo e anche l&#8217;arte contemporanea, alla quale Svojc evidentemente non ha ceduto. L&#8217;arte contemporanea \u00e8 in realt\u00e0 uno stile storico-artistico che ha regole molto chiare e definibili. L&#8217;arte contemporanea, con la sua nuova prospettiva e il modo caratteristico di produrre la forma, ha seguito lo sviluppo delle tecnologie e delle filosofie e si \u00e8 separata dal ruolo, quasi esclusivamente rappresentativo, dell&#8217;arte pre-contemporanea. L\u2019ars gratia artis, \u00e8 un&#8217;invenzione dell&#8217;et\u00e0 contemporanea gi\u00e0 nella sua fase iniziale nella prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento. Tuttavia, fino al concettualismo della fine anni &#8217;60, l&#8217;arte ha stabilito regole che, nel suo contesto limitato, percepiva come universali ed eterne. Solo in seguito, l&#8217;arte inizia a riferirsi sempre pi\u00f9 al suo contesto limitato, perdendo cos\u00ec la sua universalit\u00e0 ed eternit\u00e0. La maggior parte dell&#8217;arte diventa dipendente dal contesto, dalla manifestazione concreta nello spazio e nel tempo. Nell&#8217;orinatoio possiamo urinare quanto vogliamo, ma non nella Fontana di Duchamp. La banana, del resto non autorizzata, di Cattelan invece, chiunque e quando vuole, pu\u00f2 appiccicare al muro, staccare, sbucciare e mangiare. In termini di danaro, siffatta banana attaccata al muro vale poco ma non \u00e8 cos\u00ec simbolicamente. Ha valore solo quando \u00e8 menzionata in questa battuta, altrimenti \u00e8 solo una semplice banana. Svojc ha evitato questi giochi, non ha creato arte che necessitasse di un contesto concreto, di un luogo e un tempo specifici di una sorta di arte temporanea. Le sue statue sono cos\u00ec come sono, sono nate per l&#8217;eternit\u00e0. Il suo primo busto femminile \u00e8 la gioia della vita, la gioia di vivere, la gioia del dinamismo con le curve, del corpo umano, del corpo femminile e dell&#8217;origine della vita delle statuette dell&#8217;et\u00e0 della pietra. Qui \u00e8 gi\u00e0 presente il non finito, che poi utilizza come sfondo anche nelle pietre pi\u00f9 finemente rifinite e levigate. Il suo omaggio a Brancusi, che sembra un seguito un po\u2019 meno umoristico della Lavatrice Rex e la ricerca dell&#8217;infinito; la contemplazione del non cessare di esistere. A questa qualit\u00e0 contemplativa non ha rinunciato nemmeno nelle sue ultime opere con i pensieri basaltici che oscurano la cerea serenit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"template":"","class_list":["post-8972","kritika","type-kritika","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/zavodsvojc.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/kritika\/8972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/zavodsvojc.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/kritika"}],"about":[{"href":"https:\/\/zavodsvojc.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/kritika"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/zavodsvojc.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}